Ci sono delle assenze che lasciano il segno. Non si tratta di qualcosa che manca, ma di qualcosa che non c’è. Scrivo canzoni perché ho bisogno di dare un nome a quelle assenze che non ci lasciano dormire. Per noi dei Liorsi, la musica è sempre stata questo: un tentativo di mettere ordine nel caos della malinconia, un modo per trasformare un vuoto in una melodia. Per me, scrivere non è solo mettere insieme parole e rime; è la voglia di lasciare un segno, di dire a qualcuno “ti ho visto, ti ho sentito, e anche se ora non ci sei più, il tuo passaggio mi ha cambiato“.
Questa voglia di raccontare l’invisibile è diventata concreta in “Giochi di luce“, un brano che ho avuto il piacere di scrivere per il mio caro amico Mariano Casulli che ha appena pubblicato il suo nuovo album “Bellissimi e infelici“. Vedere questo pezzo crescere, fino a diventare parte del suo mondo, è stato un regalo immenso.
“Giochi di luce” è nata come il richiamo di due anime che si sono irrimediabilmente perse, ma che portano su di sé il segno indelebile dell’amore che le ha sfiorate. È un pezzo che affonda le radici nel Britpop più intimo e acustico, dove l’incolmabile distanza fisica tra due persone smette di fare paura grazie al ricordo. È la consapevolezza che certi incontri non servono a stare insieme per sempre, ma a cambiarci per sempre.
L’abbiamo suonata live insieme a Mariano, a due voci, in una dimensione acustica e sincera che ha restituito alla canzone le sue origini. Vedere come un brano nato da una mia visione personale possa diventare un dono condiviso mi ricorda perché non smetterò mai di cercare quel “sombrero” o di cantare sotto il cielo di una Manchester pugliese.
La musica è un gioco di specchi, un riflesso di luce che ci permette di vederci anche quando siamo lontani.

